#restiAMO a CASA. La casa al tempo del virus

#restiAMO a CASA. La casa al tempo del virus.


È arrivato così, come un imperativo.
Era nell’aria, è vero, ma sentirlo ripetere costantemente tutti i giorni con piccoli, e frequenti, spot TV, fa tutt’altro effetto. Sintetica e imperitura ossessione, dolce solo se se ne coglie il lato positivo.
Perché #un lato positivo c’è ed è tutto nella parola “casa”.
L’emergenza sanitaria delle ultime settimane ha portato inevitabilmente ad un cambiamento radicale nelle abitudini di tutti e, con un esso, una certa nostalgia della vita fuori casa, persino in coloro che non amano particolarmente la vita mondana, la palestra, gli spazi aperti o lo shopping.

Un’autentica saudade nel senso originario del termine, dove cioè la nostalgia della mancanza di qualcosa si unisce a quel qualcosa che non si è mai, in realtà, conosciuto.
Una condizione tutta nuova, nuova per tutti.


C’è chi sperimenta per la prima volta lo smart working tanto desiderato e mai concesso finora;
chi, seriale accusatore del “non ho mai tempo” per leggere il libro che mi hai regalato-rivedere il video del matrimonio-montare la mensola porta quadri, si trova adesso senza alibi;
chi, saturo del digitale, avverte l’urgenza di dedicarsi ad un’attività manuale che favorisca la stanchezza fisica e concili il sonno.
Eccoci qua: tutti, democraticamente, senza alcuna distinzione, invitati a passare il nostro tempo a casa.

Che poi “a casa” che vuol dire? A fare cosa?


Accoccolati in cinque sul divano, a fare della visione cinematografica una maratona; seduti sulle sedie a giocare a tombola anche se Natale è passato da un po’; circondati da comodi e colorati cuscini, sul pavimento a giocare con i figli in orari differenti e con un’energia e una pazienza diverse dal solito.
Ci si riscopre amanti del pulito, del comfort: non solo casalinghi ma casavventurieri.

Servirebbe un neologismo difatti per descrivere le sensazioni che proviamo e che ci riconducono ad un nuovo senso di appartenenza al nostro ambiente, vissuto come il luogo di un’avventura bellissima donata a chi si concede il coraggio di uscire dai propri schemi per vedere con nuovi occhi, ora che ne abbiamo il tempo.
E allora approfittiamone e, per una volta, proviamo ad adattarci noi alla casa piuttosto che piegarla sempre alle nostre esigenze, saccheggiandola e persino torturandola talvolta.

Restiamo cioè in ascolto per cogliere il potenziale che i nostri spazi ci suggeriscono, in poche semplici mosse.
1. Spostiamo gli arredi e, se serve, equipaggiamoli di rotelle per muoverli laddove ci porta il cuore: uno stereo e uno sgabello regolabile in balcone per condividere la nostra musica a vicini mai conosciuti prima; un vassoio-tavolino per la colazione in camera da letto (finalmente! C’è chi la sperimenta per la prima volta nella vita); il baule in noce della nonna in soggiorno per un tuffo nei ricordi di famiglia.
2. Rivestiamo i pavimenti di tappeti, non importa se di stili e manifatture diverse: gipsy is the new black di questi tempi e camminare a piedi (quasi) nudi ci riconnette ai nostri istinti primari e cognitivi.
3. Usiamo la creatività per sperimentare modi insoliti di sedere-studiare-lavorare: rubiamo la scrivania ai nostri figli o al compagno; scopriamo piani d’appoggio meno ordinari; recuperiamo dai ripostigli e dalle cantine oggetti usurati e diamo loro una nuova chance con il diy; sfruttiamo la luce naturale il più possibile.
4. Arrediamo una porzione di balcone anche se non è ancora primavera e gustiamoci un buon caffè mentre timidi raggi di sole fanno capolino; dissetiamo le piante da compagnia trascurate, osserviamo il panorama e i condomini altrui; lasciamoci sorprendere da un piccione che, deciso a mettere radici, ha fatto un nido proprio in questi giorni.
5. Inondiamo la casa degli odori di dolci, pizza, pane e pasta fatti in casa riscoprendo le nostre mani (e non solo le dita, allenate a “scrollare” su uno smartphone) in cucina, luogo di scambio e di pranzo anche se la TV è altrove: assortiamo le sedute, mettiamoci comodi, apparecchiamo con la tovaglia delle feste.
6. Inventiamoci un angolo bar per fare posto agli aperitivi in casa (siamo-solo-in-quattro-e-va-bene-così) completo di stoviglie, taglieri e piccole delizie in esclusiva per noi senza temere che qualcun altro possa rubarci la tartina preferita.
7. Teniamo accesi piccoli falò: lampade décor, catenarie e luci puntiformi da collocare in angoli strategici della casa per spostarci liberamente da un ambiente ad un altro: fanno atmosfera, ci danno calore, ci fanno sentire accolti.
8. Recuperiamo la biancheria di cortesia: noi siamo gli ospiti più preziosi che possiamo mai ricevere!
9. Facciamoci ispirare dagli anziani che alle finestre spesso affidano i loro pensieri, ricordi e sorrisi: prendiamo due poltrone, un plaid, una caraffa di tè e chiacchieriamo in perfetto stile cocoon. Cerchiamo e diamo conforto, condividiamo ricette e vizi di famiglia.
10. Lasciamo che i giovani di casa ci insegnino ad essere più spontanei e rilassati, a disordinare e muoverci in modo dinamico in casa nostra.
Impariamo a guardare la casa con gli occhi di un bambino che ha (solo!) bisogno di comfort, divertimento, stimoli. Aggiungiamo un po’ di praticità e sicurezza e avremo la nostra nuova casa perché, parafrasando il claim di una nota azienda d’arredamento, #“sì, le nostre case sono nate per cambiare”.
#ioAMOlaMIACASA